Nicole Junkermann Taccuino italiano
Nicole Junkermann in camicia bianca accanto a una grande finestra, con le ombre lunghe della luce d'autunno sulla parete

Note · 3 ottobre 2026

Nicole Junkermann sulla luce d'autunno, ottobre 2026

Si abbassa, entra di lato e cambia tutto senza spostare niente: qualche riga sulla luce di ottobre.

3 ottobre 2026

Di tutte le cose che cambiano in autunno, la luce è quella che si nota per ultima e che conta di più. Nicole Junkermann le dedica volentieri qualche riga di taccuino, perché è l'unico elemento della stagione che modifica tutto il resto senza spostare niente.

Un angolo più basso

In ottobre il sole resta più vicino all'orizzonte e la sua luce attraversa le strade di traverso invece di cadere dall'alto. Il risultato è che le superfici smettono di essere piatte: una facciata mostra i suoi rilievi, una pietra rivela la propria grana, un intonaco chiaro passa dal bianco al miele nell'arco di mezz'ora.

È anche una luce più gentile con le persone. Non schiaccia i volti come quella di mezzogiorno d'estate: li disegna. Per questo le fotografie di ottobre sembrano spesso più calme di quelle di agosto, pur ritraendo le stesse cose.

Le città tornano leggibili

Una città d'estate si difende: tende abbassate, ombre corte, ore centrali svuotate. In autunno si riapre, e la luce bassa funziona come una guida discreta, perché mette in evidenza le cornici, le grondaie, i portoni e tutti quei dettagli che d'estate scompaiono nel riverbero.

Camminare in queste settimane a Roma significa vedere una strada percorsa cento volte come se qualcuno ne avesse alzato il contrasto. Non è cambiato nulla, tranne l'ora e l'angolo.

L'ora prima del buio

C'è un intervallo, alla fine del pomeriggio, in cui la luce diventa arancione e poi rapidamente grigia. Dura poco e non si programma con precisione, il che è esattamente il motivo per cui vale la pena uscire senza un obiettivo preciso.

In quell'intervallo cambia anche il suono delle strade: i passi si fanno più rapidi, le voci più corte, e la città passa dal registro del pomeriggio a quello della sera nel giro di pochi minuti. È un passaggio che d'estate non esiste, perché la luce si ritira così lentamente da non segnare nessun confine.

La luce d'autunno non aggiunge niente alle cose: toglie soltanto la fretta con cui di solito le guardiamo.

Dentro, la stessa cosa al contrario

Con il buio che arriva prima, gli interni tornano a contare. Una lampada messa nel punto giusto vale più di tre messe a caso, e una stanza con una sola luce calda è quasi sempre più accogliente di una illuminata per intero. È il momento dell'anno in cui guardare un'opera in casa, o anche solo una fotografia appesa da anni, restituisce qualcosa di nuovo.

Una stagione da annotare

La luce di ottobre cambia in fretta e non torna mai uguale. Annotare quando arriva, dove si ferma e quanto dura è un esercizio minimo che rende la stagione molto più lunga di quanto sia sul calendario. Gli appunti di ottobre raccolgono le abitudini che la accompagnano.

Non serve nessuno strumento: bastano una data, una riga e, quando capita, l'ora esatta in cui una parete ha cambiato colore. Riletti a dicembre, quegli appunti valgono più di quasi tutte le fotografie, perché conservano anche la temperatura della giornata.

Continua a sfogliare